Questa è la testimonianza di Francesco,  alunno della V F

 

 

 

 

 


" C´è grigio per davvero, fra quelle quattro mura. E freddo.
E forse passa anche la voglia di ridere, immersi in quel silenzio che taglia, che taglia tutto. E colora i muri di scritte invisibili, indelebili, mute testimonianze di un passato che non potrà mai essere dimenticato, finché quel silenzio continuerà a impregnare il cemento di Mauthausen.

Un silenzio che vale più di qualsiasi nome, qualsiasi numero scritto su un libro di storia.
Perché è diverso camminare nell´enorme, dispersivo, piazzale, sentire le assi del pavimento dei dormitori scricchiolare sotto ai piedi, lasciar scorrere le dita sull´ intonaco liscio e umido delle camere a gas, immaginando quante mani vi si sono aggrappate, nel panico, cercando di uscire.
Otto minuti, dice la  guida. Otto  minuti per morire in quei 10 metri quadrati di camera a gas.
Il freddo deve essere veramente tanto, perché tutti stanno rabbrividendo. "