Due anni dopo, la legge finanziaria del 2004 del Governo Berlusconi, ha restituito ai comuni la possibilità di mantenere il servizio idrico pubblico, fondamentalmente contraddicendo la legge finanziaria del 2002 e la conseguente privatizzazione forzata dei servizi pubblici.

Siamo in attesa delle deliberazioni del nuovo Governo Prodi, comunque consapevoli che il continuo mutare della normativa non può portare vantaggi al sistema idrico nazionale, che tutt´ora naviga ancora nel caos delle diverse soluzioni.

 

Le alternative possibili giungono attraverso le proposte di Enti e Associazioni, gruppi organizzati di cittadini che alle collettività pubbliche affidano il compito di promuovere la rimunicipalizzazione dei servizi d´acqua e al tempo stesso  di assicurare il finanziamento degli investimenti necessari per concretizzare il diritto all´ acqua potabile per tutti.