MATERIALE ORGANICO
Una frazione dei rifiuti molto importante da recuperare è quella ORGANICA di scarto da matrici selezionate (residui di cucina, sfalci e potature dei giardini) mediante compostaggio.
La quantità di scarti organici compostati (compost) - computando una resa media del processo del 40% al netto delle perdite di processo e dello scarto di raffinazione – è nel nostro Comune, pari a circa 1700 tn.
La quantità è ancora troppo bassa se si considera che la stima di materia organica nei R.U. è pari ad un terzo del totale.
La necessità di incrementare sostanzialmente la R.D. di questa materia ha chiaramente, oltre allo scopo di ridurre in modo drastico la quantità di RU da collocare in discarica con notevoli costi economici e ambientali per le comunità che li devono sopportare, quello di sopperire ad una forte necessità biologica.
Tradizionalmente ai materiali organici è stata assegnata, in ambito agronomico, la funzione di migliorare il suolo - " ammendante" . La loro applicazione è infatti intesa generalmente alla conservazione sul lungo periodo della " fertilità integrale" del suolo.
In agricoltura in pieno campo la funzione di ammendante è stata tradizionalmente assegnata al riutilizzo delle deiezioni zootecniche, e principalmente del letame.
La successiva specializzazione degli ordinamenti colturali, con la tendenziale separazione delle attività zootecniche da quelle di coltivazione dei prodotti vegetali ad uso alimentare, ha comportato un impoverimento progressivo della sostanza organica del suolo per il ricorso crescente a concimazione chimica.
Quest´ ultima condizione, che in diversi comprensori agricoli ha raggiunto livelli preoccupanti viene spesso indicata - non a torto - come condizione di pre-desertificazione, in relazione alla ridotta capacità di sostenere efficacemente la crescita vegetale.
In ciò consiste il crescente interesse dei centri di ricerca agricoli e delle stesse organizzazioni agricole (a livello operativo), per le disponibilità di ammendanti innovativi, e tra questi dei prodotti compostati derivanti da biomasse di scarto urbano, oltre che agroindustriale.
CARTA E CARTONE
A Carrara differenziamo 2800 tn di CARTA e CARTONE , poco meno del 25% di quella prevista nei nostri rifiuti urbani. Troppo poco.
Nel comparto delle carte e cartoni per imballaggi l´ impiego di maceri (carta proveniente da R.D) rappresenta oltre il 90% della materia prima utilizzata. Grazie a tecnologie sempre più sofisticate ed allo sviluppo di impianti di disinchiostrazione anche i comparti grafico e delle carte per usi igienico-sanitari, stanno utilizzando in modo crescente materiale cellulosico proveniente da raccolte differenziate e opportunamente selezionate.
Da segnalare all´ interno del comparto carte grafiche, la produzione di carta da giornale ormai realizzata impiegando prevalentemente carta riciclata.
Prioritario è aumentare la quantità di materiale cellulosico proveniente da raccolte differenziate, opportunamente selezionate che possono permetterci un notevole risparmio di cellulosa di legno - se si tiene conto che:
Una tonnellata di cellulosa da carta riciclata consente il risparmio di 15 alberi d´ alto fusto
(1 albero ogni 70 kg di carta), di avere un notevole risparmio d´ acqua e di energia di ridurre i costi di smaltimento in discarica.
Infatti per produrre 1 kg di carta di prima qualità , servono 2,38 kg di legno, 440 litri di acqua e 12 kwh di energia, mentre per produrre 1 kg di carta riciclata al 100% non occorre legno, servono 2 litri di acqua e 2 kwh di energia.
Ciò significa che per ogni tonnellata di carta prodotta da materiale riciclato, anziché da cellulosa vergine, si immettono nell’atmosfera 1300 Kg di Anidride Carbonica ( CO2 ) in meno.
VETRO E LATTINE
Le frazioni di VETRO-LATTINE (Al –Fe) raccolte sono 1600 tn, oltre il 50% del previsto.
Diversi ed indiscutibili sono i vantaggi economici ed ambientali che derivano dalle attività di recupero e riciclaggio del VETRO , perché il vetro raccolto conservando perfettamente intatte le sue caratteristiche fisico-chimiche originarie, si trasformerà in nuovi contenitori.
Ciò offre un vantaggio ambientale non indifferente in quanto diminuendo i consumi
delle materie prime necessarie per la produzione vetraria, si riducono anche le attività estrattive, tutelando così il territorio: la quantità di vetro prodotto è quantificabile in una quasi equivalente quantità di materie prime, quali sabbia silicea, dolomite, marmo, feldspato e soda.
A tali vantaggi vanno aggiunti anche i benefici ambientali ed economici derivanti dalla minore quantità di energia utilizzata nella fusione. Il risparmio energetico è quantificabile in una riduzione del 25% del combustibile impiegato per ogni chilo di rottame utilizzato.
Infatti se per produrre 1 kg di vetro, a partire da materie prime, si bruciano 500 g di petrolio, questi si riducono a 375 g se si parte da rottami di vetro.
Inoltre con l´ impiego del rottame di vetro nella composizione vetrificabile, si riducono i problemi di inquinamento connessi con le attività di produzione, innanzi tutto riducendo il volume complessivo dei fumi di combustione.
Infatti, le minori temperature di fusione del vetro nel forno comportano la riduzione sia delle emissioni di Ossido di Azoto, la cui formazione nel corso della combustione dipende dalla temperatura, sia delle emissioni di polveri.
Al minore consumo di combustibile corrisponde, anche, una riduzione delle emissioni di Anidride Carbonica a parità di vetro prodotto.
Infine, una particolare attenzione meritano i vantaggi prodotti dalla diminuzione della quantità dei rifiuti urbani da smaltire.
Minori quantità in discarica comportano non solo un vantaggio ecologico per tutti, ma anche economico, perché i costi di smaltimento dei R.U. sono un onere collettivo, peraltro in forte crescita.
ALLUMINIO
L´ ALLUMINIO ottenuto per mezzo del riciclo viene chiamato alluminio secondario e questo nome è la sola diversità da quello ottenuto dalla bauxite, chiamato primario.
L´ importanza del riciclaggio delle lattine non è tanto - vista la esigua quantità sul totale dei R.U.- perché alleggerisce il lavoro dei servizi pubblici, ma in quanto ci permette di ottenere nuova materia prima secondaria che ha le stesse caratteristiche chimico-fisiche di quella primaria con un risparmio energetico del 95%.
Infatti per ricavare dalla bauxite 1 kg di alluminio sono necessari 14 Kwh, mentre per ricavare 1 kg di alluminio da quello recuperato con la R.D servono solo 0,6-0,7 Kwh.
Anche economicamente il riciclo dell´ alluminio è importante.
Molto più alta della quantità di imballaggi in alluminio è quella dell´ imballaggio in ACCIAIO
Oggi la quantità di contenitori di acciaio vengono raccolte in modo differenziato, generalmente in campane multimateriale, cioè insieme a vetro e a lattine di alluminio e in seguito separate con elettromagneti.
Anche in questo caso il risparmio di materia ed energia è evidente: per produrre una tonnellata di acciaio partendo da contenitori metallici serve il 25% di energia di quella usata se si parte dalla ghisa (1800 Kwh invece di 7200 Kwh).
PLASTICA
Le applicazioni della PLASTICA riciclata sono molteplici ed in continua evoluzione.
Attraverso il riciclo fisico di plastica eterogenea - cioè non selezionata secondo il polimero di appartenenza- si realizzano soprattutto elementi di arredo urbano (panchine, recinzioni, giochi per bambini, cartellonistica stradale).
Ma è con la plastica selezionata secondo il polimero di appartenenza (PE, PET, PVC) che si ottengono i migliori risultati in termini di qualità di prodotto.
Il PE riciclato viene impiegato in prevalenza come strato intermedio tra due di plastica vergine, nei contenitori per detergenti, per tappi e film per sacchi della spazzatura.
Il PET riciclato, trova applicazione, in mix con il polimero vergine, nella produzione di nuovi contenitori per detergenti, rappresentando circa il 35% del peso complessivo della bottiglia, stampaggio di elementi della componentistica auto, delle fibre per imbottire e dei " tessuti non tessuti" .
Il PVC riciclato, viene reimpiegato in modo prevalente nel settore edile. Ad oggi vengono prodotti tubi rigidi per drenaggio di acque e fognature, manicotti per tubazioni, tubi rigidi per conduttori di protezione di cavi elettrici e telefonici.
RIFIUTI PERICOLOSI
Fra i R.U. pericolosi, si trovano:
- FARMACI SCADUTI
- PILE ESAURITE
- ACCUMULATORI AL PIOMBO
- CONTENITORI ETICHETTATI " T" (tossici) e/o " F" (infiammabili)
Anche se i quantitativi complessivi in gioco sembrano modesti, (la stima è che per queste frazioni merceologiche si aggiri attorno allo 0,7% del totale), i danni che possono provocare all’ambiente se mescolati agli altri rifiuti sono molto gravi.
I FARMACI SCADUTI possono essere fonte di pesante impatto ambientale per i principi attivi che contengono.
Di fronte a tale problema l´ unica risposta sembra quella di riciclare i prodotti farmaceutici scaduti recuperati, immettendoli nel ciclo di ritorno alle case farmaceutiche.