I CARMINA BURANA

Sono una raccolta di canti medievali in latino e medio-alto tedesco, databili in massima parte tra il XII secolo e i primi trenta anni del XIII . I canti sono tutti anonimi, ma per alcuni di essi è stato possibile risalire agli autori ( Abelardo- Archipoeta di Colonia- Gualtiero di Chatillon- Filippo il Cancelliere ). Nei loro ritmi, ora festosi, ora malinconici, è stato colto il desiderio di piaceri terreni, in un mondo posseduto dall’ansia dell’aldilà, oltre all’amore per la libertà individuale e la vita errabonda.

Il codice che contiene i Carmina Burana (Codex Buranus) si trova nella Biblioteca Nazionale di Monaco di Baviera ed è così chiamato perché è stato conservato fino al 1803,( data della sua scoperta ad opera di Johann Andreas Schmeller, bibliotecario ed erudito monacense) nella biblioteca dell’abbazia di Benediktbeuren ( VIII secolo ), nelle Alpi bavaresi.

Il manoscritto è stato copiato verso il 1230, contiene più di 250 poesie. Fu pubblicato per la prima volta nel 1847.Solo nel 1936-37 i Carmina Burana furono orchestrati da Carl Orff.

Tutti i Carmina Burana erano destinati ad essere cantati, ma gli amanuensi ci hanno tramandato la notazione musicale solo di una trentina di canti. Sono state poi recuperate melodie da manoscritti coevi, così che oggi disponiamo di 47 canti accompagnati dall’apparato musicale. Quest’ultimo è tuttavia di difficile interpretazione perché le melodie sono annotate con neumi tedeschi in campo aperto, cioè segni musicali collocati direttamente sul testo, ma senza la possibilità di intonare l’altezza delle note.

I Carmina Burana possono essere divisi in tre gruppi:

Carmina moralia: alcuni canti attaccano la Chiesa ed esprimono un desiderio di rinnovamento, di ritorno alla purezza e semplicità evangelica. Altri hanno un carattere satirico e morale.

Carmina amatoria: i canti d’amore sono i testi in maggior numero. C’è un tono sensuale, l’amore è erotismo e deve essere libero.

Carmina lusoria et potatoria : sono canti che esaltano il vino ed il gioco. E’ la sezione più nota della raccolta. Il vino libera dagli affanni ed è legato ad un ambiente, la taverna, che diventa un microcosmo culturale, con valori diversi da quelli della società del tempo.

Mentre il mondo medievale appare diviso in classi chiuse e rigide, l’osteria è un luogo aperto a tutti, tutti sono uguali e possono esprimersi liberamente. In un mondo ossessionato dal timore dell’aldilà, all’interno dell’osteria non si teme affatto la morte poichè passato e futuro si annullano nella dimensione di un presente atemporale. Domina il dio Bacco, che è il dio della gioia, ha poteri taumaturgici.

I Carmina Burana sono collegati al mondo dei Goliardi o Clerici vagantes. Essi erano studenti, per lo più chierici, che si spostavano da una città all’altra per seguire le lezioni dei maestri più famosi. Alcuni di loro condussero una vita scioperata e diventarono degli emarginati nella società. Furono definiti con disprezzo clerici vagantes e la Chiesa li condannò. Il termine Goliardi è di incerta etimologia: secondo alcuni deriva da Golia, il gigante biblico simbolo nel Medio Evo del demonio e del male; secondo altri da gula (=gola) per indicare la loro inclinazione sfrenata al bere ed al mangiare.