Il quinto secolo è caratterizzato da una crescita sia sociale che culturale, vengono infatti abbandonate quelle forme di letteratura epica e lirica che avevano caratterizzato i periodi precedenti.Si affermano, invece, tutte quelle opere che tendono a rappresentare l' uomo sotto il suo aspetto di individuo senza innalzare più l'eroismo.Dopo la scuola di Mileto e dopo quella pitagorica, l'una di naturalisti, l'altra di logici, nasce ad Elea una nuova scuola alla quale appartiene Parmenide.L' acme della sua produzione viene fatta corrispondere, dallo storico Apollodoro, al cinquecento a.C. Il filosofo si formò seguendo gli insegnamenti pitagorici per poi elaborare una propria teoria dell'essere.Per giungere alla "verità", alla conoscenza, inizialmente vengono presentate due "strade" possibili: quella giusta, cioè quella basata sul principio della "ratio" fondante sulla teoria dell' "essere" parmenideo secondo il quale "l'essere è e non può non essere";e quella sbagliata , cioè la "doxa", che è fallace in quanto basata solo su un' analisi sensoriale e superficiale della materia. Successivamente , la figura della "doxa" si evolve da "fallace" a "plausibile" escludendo dal ragionamento il non essere poiché , a seguito di numerosi studi, si giunge a ipotizzare una possibile esclusione dell'esistenza del "non essere" successiva a una concezione della materia come "unione" , allo stesso tempo, di "essere" e "non essere" .Facendo ciò Parmenide, inserisce nella propria filosofia un caratteristico dualismo della materia(ad esempio notte-giorno o luce-oscurità).Ma cos è l'essere? All'essere vengono attribuite delle "caratteristiche" basilari emerse , appunto, dalla constatazione di questo dualismo.Percui l' "essere" è: ingenerato, eterno, imperituro, immutabile, immobile, unico, omogeneo, finito e sferico (la sfera è considerata la forma perfetta poiché finitezza e armonia delle dimensioni).

Parmenide scrive un poema dal titolo "Intorno alla natura" nel quale espone il suo pensiero; nella sua opera egli immagina di essere trasportato dalle Eliadi, le figlie del Sole,a l cospetto di una dea alle soglie del giorno e della notte e in seguito è proprio la dea a raccontagli la "ben rotonda verità"; la dea inoltre gli rivela l'esistenza di due percorsi: la strada della verità e della scienza, Aletheia o Episteme, che il filosofo deve assolutamente seguire, e quella dell'errore e dell'opinione, la Doxa Fallace. Solo in seguito si aggiungerà, una terza via intermedia, la Doxa Alethes o Doxa Plausibile, che corrisponde ll'opinione vera e che non prende in considerazione il non essere; a quest'ultima si può giungere solo attraverso lo studio.